sindrome dell' intestino o colon irritabile

Sindrome del Colon Irritabile e Dieta Low Fodmap

Sindrome dell’ Intestino o Colon Irritabile – Nutrizionista Roma

La Sindrome dell’Intestino Irritabile (Irritable Bowel Syndrome – IBS) o più comunemente conosciuta come Sindrome del Colon Irritabile (se interessa principalmente la porzione intestinale del colon) è una condizione di alterazione della funzionalità intestinale piuttosto frequente. Diverse persone si trovano spesso a combattere con fastidiosi dolori addominali che possono compromettere il benessere fisico e psicologico. In questo articolo ti parlo di cosa è la Sindrome del Colon Irritabile, di quali sono i sintomi e le cause più comuni. Inoltre, vedremo, come può essere possibile trattarla e prevenirla a tavola.

Si manifesta con dolori addominali o crampi, irregolarità delle evacuazioni dovute ad alterazioni motorie dell’intestino o del colon. Il dolore addominale può seguire il pasto ed essere alleviato con l’evacuazione di feci o gas. In alcuni casi la severità della stipsi rende necessario l’uso di lassativi. In generale è una condizione cronica in cui spesso si alternano periodi di diarrea, di stipsi e di normalità nell’evacuazione. Altri sintomi possono essere il gonfiore addominale e il meteorismo. Possono presentarsi anche sintomi non addominali come mal di testa, spossatezza, difficoltà di concentrazione, palpitazioni e dispnea.

Le Cause più comuni

Le cause scatenanti possono essere molteplici, probabilmente esiste una predisposizione genetica. Può essere legata a precedenti episodi infettivi del tratto gastrointestinale. Inoltre, può essere legata ad un’alterazione del microbiota intestinale, o ad una alimentazione eccessivamente sregolata e ricca di alimenti contenenti FODMAP. Inoltre, tra i fattori scatenanti vi è anche sicuramente l’aspetto psicologico. Questo spiega come le ricadute di riacutizzazione della sindrome spesso sono precedute da periodi di forte stress psico-fisico. D’ altro canto il dolore e il fastidio addominale sono allo stesso modo causa di apprensione e stress.

Quali sono i sintomi

I sintomi più comuni della sindrome dell’Intestino o Colon Irritabile sono:

  • Dolore all’ addome ricorrente presente da almeno 3 mesi.
  • Il dolore addominale è alleviato con l’evacuazione di feci e gas.
  • Inizio del dolore associato a una modificazione dell’aspetto delle feci.

La gestione della sindrome del colon irritabile parte sicuramente, nei casi lievi e moderati, con un congruo trattamento dietetico. Il soggetto va educato e consigliato rispetto ad una serie di alimenti che possono esacerbare i sintomi (come ad esempio il lattosio, cibi grassi, alcol, dolcificanti, alcuni legumi). I soggetti con sintomi lievi o moderati dovrebbero annotare su un diario la frequenza, la durata e i sintomi che compaiono nei periodi di riacutizzazione della sindrome. Solo nel caso in cui il dolore dovesse risultare predominante, il medico può valutare l’eventuale somministrazione di farmaci per ridurre la motilità intestinale, quali anticolinergici o antispastici.

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La Dieta in caso di Sindrome dell’ Intestino o Colon Irritabile – Nutrizionista Roma

Attualmente, la dieta e il corretto stile di vita rappresentano il miglior aiuto per i pazienti affetti da Sindrome del colon irritabile. Diviene, quindi, estremamente importante indagare le abitudini alimentari, valutare l’introito calorico, l’ assunzione di grassi saturi, l’assunzione di alimenti ricchi di lattosio, fruttosio, sorbitolo, etc. In alcune persone risulta utile un introito adeguato di fibre idrosolubili, associato ad una assunzione corretta di liquidi e all’introduzione di una moderata e regolare attività fisica. Non bisogna dimenticare, inoltre, quanto possano essere importanti la riduzione e la correzione dei fattori che causano stress psico-fisico.

In generale, per dare delle indicazioni più precise, gli alimenti da ridurre o eliminare in caso di Sindrome dell’Intestino Irritabile sono:

  • Latte ed alcuni derivati.
  • Dolcificanti (a base di sorbitolo, fruttosio).
  • Marmellate o conserve di frutta.
  • Frutta:  pere, pesche, prugne, albicocche, avocado, susine, anguria, etc.
  • Verdura: cavoli, verze, carciofi, asparagi, cipolla, sedano, etc.
  • Cibi integrali: da valutare in base al sottotipo di Sindrome dell’Intestino irritabile.
  • Alcune Spezie.
  • Caffè e Tè.
  • Bevande gassate, bevande zuccherate e bevande contenenti caffeina.

E’ stato dimostrato, quindi, come una Dieta low FODMAP, ovvero una dieta povera di alimenti ad alta capacità fermentante possa essere di estremo aiuto in caso di Sindrome del colon irritabile.

La Dieta low Fodmap per la Sindrome dell’Intestino Irritabile

Recentemente è stato dimostrato che la restrizione dietetica dei cosiddetti FODMAP (Fermentable Oligo-, Di-, Mono-saccharides And Polyols) produce un effetto benefico per chi soffre di Sindrome del colon irritabile e altri disturbi gastrointestinali funzionali.

I FODMAP sono carboidrati a catena breve (oligosaccaridi), disaccaridi, monosaccaridi e alcoli correlati che sono scarsamente assorbiti dall’intestino tenue. Questi includono oligosaccaridi del fruttosio (fruttani) e del galattosio (galattani), disaccaridi (lattosio), monosaccaridi (fruttosio) e polialcoli (polioli) come sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo.

Una caratteristica comune di molte patologie gastrointestinali funzionali è la distensione intestinale, che può determinare dolore, sensazione di gonfiore e disturbi della motilità intestinale. Le sostanze alimentari che possono indurre distensione intestinale sono quelle scarsamente assorbite nell’ intestino tenue prossimale. Queste sono osmoticamente attive e fermentate dai batteri intestinali. Tutto ciò determina la produzione di gas che causa gonfiore e flatulenza.

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Alimenti che contengono Fodmap – Come funziona la dieta per la Sindrome dell’Intestino Irritabile

Esistono diversi alimenti che contengono FODMAP e che vanno ridotti o eliminati in caso di Sindrome del colon irritabile o altre patologie gastrointestinali funzionali. La Dieta low Fodmap prevede l’applicazione di protocolli nutrizionali che prevedono diverse fasi di dieta. La prima fase consiste nell’ eliminazione di tutti quegli alimenti più ricchi di questi composti fermentabili, i quali si trovano più comunemente nei seguenti alimenti:

  • Alimenti che contengono Fruttani. Grano, segale, orzo, cipolla, aglio, carciofo, asparagi, barbabietole, cicoria, topinambur, porro, cipollotti, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, finocchi, cioccolato, oligofruttosio.
  • Cibi che contengono Galattani. Legumi (in particolare fagioli).
  • Alimenti che contengono Polioli:
    • Frutta (in particolare frutta a nocciolo), tra cui mele, albicocche, avocado, ciliegie, nettarine, pesche, pere, susine, prugne, anguria.
    • Verdura: cavolfiori, funghi, taccole, etc.
    • Dolcificanti artificiali: isomalto, maltitolo, mannitolo, sorbitolo e xilitolo.
  • Prodotti che contengono Fruttosio: mele, pere, cocomero, uvetta, miele, mango.
  • Cibi che contengono Lattosio: latte, yogurt, formaggio Cheddar, ricotta, burro, gelato.

In questa prima fase del protocollo low Fodmap saranno prescritti integratori di Probiotici, da valutare però attentamente per ogni singolo caso. Le fasi successive della Dieta Low Fodmap prevedono, invece, la graduale e ciclica reintroduzione di alimenti contenenti Fodmap in modo da valutare la tolleranza individuale di tutti gli alimenti contenenti Fodmap.

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